Manifesto

Ogni opera d’arte che possediamo e’ ferma. La guardiamo il primo giorno, e poi smettiamo di vederla: diventa parete. Non perche’ sia meno bella, ma perche’ non ha piu’ niente da dirci che non ci abbia gia’ detto.

Un’opera che cambia ci obbliga a tornare.

ARTVOLVE tratta il tempo come si tratta il colore o la materia: qualcosa che l’artista sceglie, misura e compone. Un’opera puo’ impiegare un mese o dieci anni a completarsi. Puo’ emergere dai contorni o dalle luci. Puo’ svanire. Puo’ trasformarsi in un’altra.

Il supporto e’ inchiostro elettronico, e non e’ un dettaglio: non emette luce, non lampeggia, non chiede attenzione. Sta appeso come sta appeso un quadro. Se togli la corrente, resta com’era. La differenza con la pittura non e’ che e’ uno schermo — e’ che ha una durata.

Cosa compra un collezionista

Non un file. Non un’immagine finale mostrata in anticipo. Compra una promessa e un percorso: sa dove l’opera andra’ a finire, ma dovra’ attraversare tutto il tempo che ci vuole per arrivarci.

E la attraversa da solo. Se l’artista sceglie cosi’, ogni copia parte quando il suo proprietario la appende: la copia 3 di 25 non e’ la terza stampa identica, e’ un esemplare in un punto della sua vita che nessun altro sta guardando in quel momento.

Una promessa che si puo’ verificare

Promettere qualcosa che accadra’ fra sette anni impegna a essere controllabili. Il motore di ARTVOLVE e’ deterministico: stessa opera, stesso seed, stesso risultato, su qualunque macchina e in qualunque momento.

Ogni copia ha un certificato firmato che contiene l’impronta della partitura, delle immagini e della versione del motore. Chiunque puo’ ricalcolarlo e verificare — anche fra vent’anni, anche senza di noi.